In 1981 Maurizio is literally left breathless when his middle school music teacher brings a classical guitar to class one day, rather than a recorder, the only instrument taught in school at the time. In reality, six-stringed instruments had already appeared in Maurizio’s young life, thanks to his paternal grandfather, a great guitar and mandolin player, and writer. As a result, Maurizio starts to have a serious interest in playing guitar when he’s 13, motivated also by his brother and some older friends who already were budding guitarists. At the age of 18, Maurizio joins his first cover band and subsequently he plays with some local bands in bars in the Marche region. It’s with one of these bands, the Eclissi, that Maurizio shines in the local musical scene, thanks to two unreleased songs that will also be played on television. Meanwhile, he studies with several teachers and participates in seminars, among which is one with Scott Henderson and one with Pietro Nobile. After aquiring a solid technical preparation, he dedicates himself to an intense learning period that will end a few years later. Though playing mostly rock, blues’ charm starts to gradullay catch his attention, creating the foundation for his true vocation later on. To this end, Maurizio has an essential experience for his musical journey when he joins Daddy Blues Band, founded in 2000 by a few musicians from the Ancona, Marche area. The band plays the best of the King of Blues, B.B. King, all over Italy, and participates in the Green Hills Blues Festival in Atri, in the Rock, Wine and Blues Festival in Silvi and opens for Eugenio Finardi’s concert in Ancona. Over the years he plays with esteemed artists, such as Kellie Rucker, Nina Van Horn, Pippo Guarnera, Luca Giordano, Frank Hammond, Gigi Cifarelli, Andy J. Forest, Washboard Chaz, Andy Martin, Joe Galullo, Massimo Manzi, Matthew Lee, Alessio Ricci, Jacopo Coretti, Walter Monini, Rico Migliarini, Filippo Barontini. He also takes part as organizer and as guest to several editions of the Second Hand Guitar, the most important Italian guitar show. In 2005 Maurizio founds his own Blues band, with which he plays all the classics from Blues legends, such as Muddy Waters, Freddie King, Albert Collins, B. B. King, Fletwood Mac, Jimmie Vaughan, Buddy Guy, Robert Johnson etc. It’s with this band that he records his first live DVD, filmed during his performances in some clubs in Ancona. In 2006 he wins a place to go to the Pistoia Blues Festival, the most important italian Blues festival. Also in 2006 he starts to collaborate with the Gas Blues Band and, with his friend guitarist Nello Cecchini, Maurizio concludes an acoustic repertoire. In 2010, in collaboration with the cultural movement Spaghetti&Blues represented by harmonica player Amedeo Zittano, Maurizio organizes the Crossroad Blues and at the same time he takes part in seminars to spread the passion for blues among young people and to help keeping an interest in the historical and cultural aspects of the “devil’s music.” During the same year he is very touched by the early passing of a friend and writes and records his first unreleased song Come Te, with which for the first time he engages in recording the vocal part of the song. In 2013 he takes part in the recording of the album of guitarist Nello Cecchini Grateful to The Blues as coauthor and musician and in December of the same year he publishes his first album as a solo artist, Big Hearted Sea, that breaks the usual boundaries of Blues music, revealing a broader compositional streak, and that gathers positive consensus right away.“Nobody knows I have the blues” was his motto at the beginning of his career to highlight the intimate side of his love for Blues, which was often unspoken and misunderstood. Today Maurizio Matt is not afraid to express that music and especially blues are his comfort zone, where he can find himself and at the same time he can express the universal condition of mankind, hanging between the ephemeral present time and the search for a place without any space nor time limits, where notes played by a guitar rock the wishes of those who love to dream about a better world. Siamo nel 1981 e un dodicenne Maurizio resta letteralmente senza fiato quando il suo insegnante di musica delle scuole medie si presenta in classe con una chitarra classica contro i normali programmi scolastici del tempo che prevedevano lo studio esclusivo del flauto. In realtà strumenti a sei corde già apparivano di tanto in tanto nella vita del giovanissimo Maurizio grazie al nonno paterno, ottimo chitarrista, mandolinista e trascrittore. E’ così che comincia a interessarsi seriamente  alla chitarra all’età di 13 anni, forte anche degli stimoli provenienti dal fratello e da alcuni amici più grandi, anch’essi chitarristi in erba. A diciotto anni entra a far parte della sua prima cover band ed in seguito suona con alcuni gruppi locali esibendosi nei pub marchigiani. E’ con uno di questi, gli Eclissi, che per un breve periodo richiama una discreta attenzione a livello locale grazie a due brani inediti che valgono anche alcuni passaggi televisivi. Intanto studia con alcuni insegnanti e partecipa a vari seminari fra i quali quelli con Scott Henderson e Pietro Nobile. Una volta acquisita una buona preparazione tecnica si dedica ad una intensa attività didattica che terminerà alcuni anni dopo. Pur dedicandosi in prevalenza al rock, il fascino del blues comincia gradualmente ad attirare la sua attenzione gettando le basi per quella che sarà la sua vocazione in età matura. In tale ambito esperienza fondamentale per il suo percorso musicale è quella rappresentata dalla Daddy Blues Band, orchestra fondata nel 2000 e composta da alcuni musicisti della provincia anconetana che ha in repertorio il meglio della produzione del Re del Blues, il grande B. B. King; con i Daddy Blues suona in giro per l’Italia, partecipa al Green Hills Blues Festival di Atri, al Rock, Wine and Blues Festival di Silvi ed apre il concerto di Eugenio Finardi ad Ancona. Nel corso degli anni condivide il palco con alcuni riconosciuti artisti fra i quali, solo per ricordarne alcuni, Kellie Rucker, Nina Van Horn, Pippo Guarnera, Luca Giordano, Frank Hammond, Gigi Cifarelli, Andy J. Forest, Washboard Chaz, Andy Martin, Joe Galullo, Massimo Manzi, Matthew Lee, Alessio Ricci, Jacopo Coretti, Walter Monini, Rico Migliarini, Filippo Barontini, e partecipa sia in qualità di organizzatore che di artista ospite a diverse edizioni del Second Hand Guitar, il più importante guitar show italiano. Nel 2005 fonda una propria Blues Band con la quale propone i classici del genere attingendo al repertorio di Muddy Waters, Freddie King, Albert Collins, B. B. King, Fletwood Mac, Jimmie Vaughan, Buddy Guy, Robert Johnson etc. E’ con questa band che realizza il suo primo DVD live, registrato in occasione di alcuni concerti nei clubs anconetani. Nel 2006 vince le selezioni del Pistoia Blues ed approda così al più importante festival Blues italiano. Sempre nel 2006 inizia la collaborazione con la Gas Blues Band e con l’amico chitarrista Nello Cecchini porta a termine la preparazione di un repertorio acustico. Nel 2010 organizza in collaborazione con il movimento culturale Spaghetti&Blues, rappresentato dall’armonicista Amedeo Zittano, il Crossroad Blues,  e contemporaneamente si impegna con incontri e seminari a divulgare fra i giovani la passione per il blues e mantenere vivo l’interesse per gli aspetti storici  e culturali della “musica del diavolo”. Nello stesso anno, sconvolto per la scomparsa di un amico, scrive e poi registra il suo primo inedito Come Te dove per la prima volta si cimenta in studio anche nella registrazione della traccia vocale di un suo brano. Nel 2013 partecipa alla registrazione, in qualità di coautore e musicista, dell’album del chitarrista Nello Cecchini Grateful To The Blues e a dicembre dello stesso anno pubblica il suo primo album solista Big Hearted Sea che esce in parte dagli schemi classici del blues rivelando una vena compositiva più ampia e raccoglie immediatamente consensi positivi.“Nobody knows I have the blues” era il suo motto agli inizi della carriera, a sottolineare gli aspetti particolarmente intimistici di un amore per il blues spesso inespresso o solo in parte compreso. Oggi Maurizio Matt ha una certezza e la rivela senza pudore; la consapevolezza che la musica ed in particolare il blues sono la sua “comfort zone” nella quale egli ritrova il proprio essere e riesce ad esprimere la condizione universalmente valida dell’uomo, sospeso tra la dimensione effimera del presente e la ricerca di un luogo senza limiti di spazio e di tempo dove le note di una chitarra cullano i desideri di chi ama sognare un mondo migliore.

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